Torna alla Home Page

 
 

L'ambiente in cui  vissuto
Luras

La sua biografia
L'autore

Le sue creazioni
Le opere

La sede della Collezione
La collezione

Le sue tecniche
La tecnica

I materiali usati
Il sughero

Hanno scritto della Collezione ...
L'edicola

Guest book
I commenti

 

 

 

 

 

 

 

Profili di sughero femminaIl sughero è un tessuto secondario costituito dall'insieme di cellule morte che la quercia (Quercus Suber) produce naturalmente dal tronco. Queste cellule, unendosi l'una all'altra senza spazi intercellulari, creano un composto leggero, compatto e, nel contempo, resistentissimo alle intemperie e immarcescibile, che conferisce alla corteccia quelle caratteristiche di impermeabilità ai liquidi e ai gas che fanno di questo prodotto il materiale ideale per numerose applicazioni industriali. Oltre ai famosi tappi, con il sughero si ottengono degli isolanti termoacustici perfetti, galleggianti, guarnizioni, rivestimenti e tappezzerie pregiate e valide alternative a mattonelle, marmi e legno.
L'estrazione del sugheroLa quercia da sughero nasce spontanea nel clima temperato della Sardegna e ancora resiste al pericolo ricorrente degli incendi e alla deforestazione. L'estrazione, che ha qundo il clima caldo e secco dei mesi estivi facilita la separazione della corteccia, avviene per la prima volta quando la pianta raggiunge i 25/30 anni di vita e una circonferenza di tronco mai inferiore ai 60/65 cm. L'altezza del taglio è sempre proporzionale alla misura della pianta. Il primo sughero estratto (demaschiatura) è chiamato sugherone o sughero maschio, grigiastro e grossolano, di scarsa qualità, viene avviato alla macinatura per essere agglomerato in pannelli; questa è la prima corteccia che produce la pianta e che conserverà per tutta la sua vita nella parte di tronco e nei rami non soggetti a estrazione. Dalla seconda estrazione, e per tutte le successive, la corteccia estratta sarà di sughero femmina o sughero gentile, che è quello di buona qualità. Tra due successive scorzature intercorre un periodo minimo di dieci anni durante il quale è rigorosamente vietata l'estrazione. Il Bosco di sugheresughero estratto può essere lavorato dopo un periodo di stagionatura che può durare da pochi mesi sino a diversi anni. La fase successiva è la bollitura che, in un'ora di caldaia ad altissima temperatura, rende il materiale elastico e quindi lavorabile. Dopo un'ulteriore stagionatura il sughero viene avviato alla produzione, spesso finalizzata allo scopo principe: il tappo che, pur dovendo affrontare sempre più di frequente la concorrenza delle materie sintetiche, mantiene ancora su di esse un predominio più che accertato. Il costo del sughero sul mercato è dato da diversi fattori: l'età della corteccia (più è lontana la precedente estrazione, maggiore sarà lo spessore e quindi il valore); la presenza di eventuali impurità che ne diminuiscono la qualità; la zona e l'esposizione delle piante. La qualità varia dalla Prima alla Quarta, a seconda della compattezza del materiale; lo scarto, cioè il sughero di qualità infima viene chiamato Macina ed è, chiaramente, un materiale destinato alla macinatura.
Oltre alle già citate applicazioni del prodotto nell'industria e nell'edilizia, da qualche decennio è fiorente la produzione di souvenir tipici della Sardegna e destinati al turismo; è stato recentemente brevettato un tessuto, interamente in sughero, per la confezione di abiti.
Il primo artigianato del sughero consisteva nelle fasi di estrazione, bollitura e stagionatura e vedeva il prodotto finito nel "quadretto" da cui si sarebbe poi rifilato il tappo, con lavorazione esclusivamente manuale; ora sta scomparendo per l'utilizzazione, sempre più diffusa, di macchinari che sveltiscono fino a dieci volte il lavoro. Basti pensare che un quadrettaio di vecchio stampo poteva produrre da 2.000 a 3.000 quadretti al giorno mentre, con l'ausilio di macchine, la produzione arriva a superare le ventimila unità al giorno. Il vecchio artigiano sta scomparendo per lasciare, come logica, spazio alle nuove tecnologie che richiedono comunque notevoli investimenti e potenzialità occupazionale di estremo interesse per la zona. L'anziano operaio che, seduto al banco di lavoro, sfornava con millimetrica precisione una moltitudine di quadretti selezionati a seconda della misura e della qualità ha ormai ceduto il campo alla fustella che, adoperata da mani esperte, rifila un'enorme quantità di tappi già pressoché pronti per la vendita. Girando per le fabbriche della Gallura si può avere ancora la fortuna di imbattersi nel quadrettaio, ma la spietata logica del mercato ha fatto di questa categoria una rarità in via di estinzione. E' interessante rimarcare che quasi tutti i macchinari necessari per le varie fasi della lavorazione sono prodotti in loco da artigiani lungimiranti che hanno investito il loro tempo e le loro risorse scommettendo ancora su questo meraviglioso materiale che è il sughero.

 

Home
Luras
L'autoreLe opereLa collezioneLa tecnicaL'edicolaI commenti